Alberto Collobiano

 

 

 

Materiali da rivestimento

Quando si presenta la necessità di rivestire una struttura che non può essere lasciata in vista (tipo un muro non ben rifinito o una vecchia travatura in disordine) si può ricorrere a svariati prodotti, tra i quali citiamo quelli più adatti per gli usi correnti.
Le reti porta-intonaco sono graticci da tagliare su misura e da applicare sopra un'intelaiatura di legno con graffe di metallo. Possono essere usate per creare controsoffitti, rivestire ribassi, mascherare canalizzazioni, proteggere strati di materiale isolante e così via. La finitura esterna può essere realizzata con qualunque tipo di intonaco, che, incorporandosi alle maglie metalliche della rete, viene a formare una vera e propria lastra armata, dove è possibile anche ricavare vani per lampade ad incasso o altro.
Le lastre di cartongesso offrono la possibilità di realizzare su strutture murarie, in legno o in metallo, un rivestimento del tutto simile a un buon intonaco, con risparmio di tempo e con procedimento più pratico e "pulito" di quello tradizionale. Si tratta di lastre in gesso (larghezza 120 centimetri, altezza compresa tra 200 e 360 centimetri) rivestite sulle due facce da speciale cartone, con i bordi laterali assottigliati per favorire la stuccatura dei giunti. Si tagliano con una robusta lama e si possono applicare tramite collante, oppure con viti o chiodi.
La posa per incollaggio, che si avvale dell'apposita malta adesiva, è indicata per supporti in muratura e consente di mascherare dislivello fino a 15 millimetri di spessore; per irregolarità più rilevanti occorre invece predisporre un'intelaiatura di sostegno, alla quale avvitare o inchiodare la lastra. A posa ultimata i giunti vengono rinforzati con garza di vetro, stuccati e lisciati; la particolare conformazione dei bordi permette di renderli del tutto invisibili.
Per quei casi nei quali si deve provvedere anche all'isolamento termico della struttura, sono disponibili lastre di cartongesso accoppiate a pannelli di polistirolo espanso, con o senza l'interposizione di barriera al vapore.

I pannelli di compensato, paniforte o altri derivati del legno, grazie alla facile lavorabilità costituiscono un ottimo materiale da rivestimento. Utilizzarli nella versione grezza è però poco consigliatile, a meno che non si preveda di ricoprire la faccia esterna con una tappezzeria, un tessuto o altro di simile; i giunti soprattutto, per quanto accuratamente stuccati, col tempo rischiano di dar luogo a millimetriche fessurazioni, dovute alla deformabilità del supporto. Conviene quindi orientarsi sui prodotti specifici da rivestimento, cioè già rifiniti sulla superficie esterna e dotati di giunti ad incastro o di sistemi coprigiunto appositamente studiati.
Per interventi poco impegnativi ci si può orientare sui tipi più economici, cioè sottili pannelli di compensato sulla cui superficie plastificata sono riprodotti con procedimento fotografico le venature tipiche delle diverse qualità di legno, o altri motivi decorativi. La posa sui sottofondi lisci può essere eseguita per incollaggio; altrimenti per chiodatura, dopo aver predisposto un'intelaiatura di legno. Tipico di questi pannelli è il fatto che sono percorsi in senso longitudinale da leggere scanalature di colore scuro, che rendono perfettamente l'effetto di un rivestimento a doghe; in tal modo i giunti risultano mimetizzati e in pratica non si distinguono dagli scuretti adiacenti.

Le perline di legno (cioè le tradizionali doghe ad incastro) servono a comporre i più classici rivestimenti di tono rustico, su pareti e soffitti. Sono disponibili in diversi tipi di legname e in una certa varietà di spessori (da 10 a 30 millimetri), larghezza (da 6 a 15 centimetri) e profili; la lunghezza è in genere di 4 metri. Per applicazioni all'interno si possono usare anche quelle meno costose, di spessore sottile e in legno tenero, come abete o larice; naturalmente alla qualità del materiale sarà commisurata la qualità del risultato. La posa viene effettuata sempre per chiodatura, sopra un sottostante traliccio di legno.

Il tessuto teso mediante fissaggio perimetrale costituisce un'alternativa alle comuni tappezzerie da incollare, particolarmente valida quando si tratta di rivestire superfici ancora grezze o talmente malandate che altrimenti richiederebbero lunghe operazioni di ripristino. Poichè con questo tipo di posa il tessuto aderisce al fondo solo nei punti di attacco, restano automaticamente dissimulate rugosità, scrostature, fessure e macchie di ogni genere; all'occorrenza si possono anche mascherare condutture elettriche rimaste all'esterno (purchè ci si assicuri il perfetto isolamento dei cavetti), tubi di piccole dimensioni, porte non utilizzate e altri eventuali elementi anomali.
Per la sua resistenza e indeformabilità, il tessuto più indicato è la tela di lino che, tra l'altro, essendo prodotto in altezze di m 2,90 e oltre, permette di rivestire intere pareti senza giunte.

LO ZOCCOLINO PORTACAVI

In concomitanza con ogni intervento di riorganizzazione degli spazi, e ancor più quando si tratta di annetterne di nuovi, c'è da rimaneggiare l'impianto elettrico, che puntualmente si rivela inadeguato. L'elettricista deve allora progettare l'ampliamento della rete e un muratore deve eseguire (a parete o nel sottofondo del pavimento) i piccoli scavi per l'incasso delle guaine nelle quali i cavi dovranno essere infilati. Dove sono previsti interruttori, prese o altro vengono realizzati gli incavi adatti a ospitare il corrispondente elemento. Completato l'impianto, le tracce vanno sigillate. Una ristrutturazione può essere l'occasione buona per cominciare a razionafizzare l'impianto, almeno negli ambienti interessati.
L'idea, che ci proviene dal settore dell'edilizia prefabbricata, consiste nel far sviluppare la rete elettrica non più sotto traccia all'interno delle strutture murarie, ma all'interno di canaletti ispezionabili. Ne è derivato un sistema composto da uno speciale zoccolino e da una colonna montante (entrambi realizzati in PVC) il cui interno è suddiviso in comparti destinati ad alloggiare rispettivamente i cavi elettrici, quelli telefonici, quelli per il citofono e il televisore. Per le colonne montanti, in linea di massima, è previsto l'impiego come fasce "coprifilo" accostate agli stipiti delle porte. L'applicazione a parete è semplice e rapida: dapprima si fissa con tasselli e viti il fondo scanalato, sul quale, una volta alloggiati i cavi, viene incastrato a pressione il coperchio che serve da battiscopa e resta smontabile per consentire successivi interventi.
Quando se ne presenta la necessità, in qualunque punto può essere installata una presa, racchiusa in un apposito elemento a scatola, oppure può essere innestata un'estensione della rete. Tutti i componenti del sistema sono stati progettati in piena compatibilità con le più qualificate apparecchiature elettriche in uso nel nostro paese.

 

 

 

 

LO SCARICO A PRESSIONE

Recuperare in qualche angolo della casa uno spazio anche ridottissimo dove installare un servizio in più è sempre una grande comodità. Però c'è il problema dello scarico, che, come si sa, deve trovarsi nelle vicinanze del wc, per consentire alle tubazioni di raccordo di raggiungerlo con la necessaria pendenza. Problema fino a qualche anno fa spinoso, oggi risolvibile abbastanza facilmente grazie a un sistema di evacuazione innovativo, ormai ampiamente sperimentato in tutta Europa.
Si tratta di un apparecchio elettrico (composto da un trituratore e da una pompa) di minimo ingombro che, collegato al foro di uscita del wc, provvede a eliminare acqua e residui organici avviandoli sotto pressione alla colonna di scarico; il tubo di raccordo fra l'apparecchio e lo scarico è di minimo, spessore (circa 2 centimetri) e può disporsi in qualsiasi direzione, anche in salita. Di questo apparecchio sono disponibili tre varianti: una destinata al solo wc, un'altra per wc e lavabo, la terza in grado di scaricare le acque di un bagno completo. Con una spesa aggiuntiva più che ragionevole diventa così possibile ricavare un nuovo bagno dovunque, fino a 40 metri di distanza dallo scarico e 5 metri al disotto della quota del collettore. Una volta installato, l'apparecchio funziona senza problemi, senza rumore e senza richiedere alcuna particolare manutenzione e con una spesa abbastanza contenuta.
Se per ragioni estetiche si desidera mascherare il tubo per lo scarico e quello di raccordo tra i diversi sanitari, questo può essere agevolmente ottenuto in fase di arredamento agendo con gli opportuni accorgimenti.