Alberto Collobiano

La moquette

I pavimenti tessili, che nell'ambito della ristrutturazione e del recupero edilizio costituiscono una preziosa risorsa, vengono prodotti in teli di varia larghezza (fino a 5 metri), che nella maggior parte dei casi consentono di rivestire senza giunte il pavimento di un intero locale.
Dal punto di vista delle fibre utilizzate bisogna fare una netta distinzione tra lana e materiali sintetici. In lana (e più precisamente in "pura lana vergine", contraddistinta dal relativo marchio) sono i prodotti più prestigiosi, dotati di ottime qualità sia alla vista che al tatto, naturalmente antistatici e difficilmente infiammabili; con qualche riserva relativa alla manutenzione che deve essere piuttosto accurata. Le fibre sintetiche hanno un costo inferiore e si puliscono più facilmente, mentre la resistenza all'usura, la resilienza, la colorabilità e la morbidezza variano da tipo a tipo. Tutte, e in particolare le poliesteri (Trevira, Diolen, eccetera) e le poliammidiche (Nailon, Perlon, eccetera), tendono a caricarsi di elettricità statica e a trasmettere quindi piccole "scariche" fastidiose.
In quanto al tipo di lavorazione, occorre distinguere tra moquettes propriamente dette (a loro volta suddivise in varie categorie), feltri e agugliati.

I vari tipi di moquette sono tutti costituiti da uno strato di calpestio, la cosiddetta "felpa", ancorata a un supporto, che può essere di juta, cotone o fibre sintetiche e dalle cui caratteristiche dipendono l'indeformabilità e la stabilità dimensionale del telo. Nei tipi prodotti su telai tradizionali felpa e supporto vengono eseguiti contemporaneamente: i fili trasversali formano la trama, mentre quelli longitudinali vanno a costituire l'ordito e il pelo. Nelle moquettes ottenute col metodo "tufting" il pelo viene invece trapuntato su di un supporto precostituito e poi ancorato definitivamente mediante una spalmatura di resina. Successivamente il supporto può essere rivestito di gomma o PVC, per migliorarne l'aderenza al piano di posa, oppure accoppiato a uno strato di schiuma sintetica, che funziona da sottotappeto elastico e da isolante.
La struttura della felpa è infatti una caratteristica determinante, non solo dal punto di vista visivo, ma soprattutto per quanto riguarda la resistenza della moquette e la sua tendenza a mettere più o meno in evidenza le impronte dei passi.

Le moquettes bouclées, robuste, poco improntabili e quindi adatte a sopportare frequenti passaggi, hanno il pelo formato da un insieme di occhielli ad altezza uniforme o diversa.

Le moquettes a velluto, più delicate e più sensibili alle impronte, sono quelle in cui gli occhielli sono stati tagliati. Tra di esse si possono distinguere quelle "rasate", di aspetto liscio e compatto; e quelle a pelo più lungo, con punte che si presentano più o meno separate.

Gli agugliati sono pavimenti tessili realizzati con uno speciale procedimento detto "non-woven" (cioè "non tessuto"), che consiste nell'intrecciare intimamente fiocchi di fibre sintetiche con uno speciale telaio ad aghi, in modo da ottenere uno strato omogeneo e compatto, che può essere o meno accoppiato a un idoneo supporto; il retro viene consolidato mediante spalmatura di resina ed eventualmente gommato. Caratterizzati da spiccate doti di resistenza e insensibilità alle impronte, gli agugliati si raccomandano dovunque si richieda una certa praticità di manutenzione e un costo contenuto, anche se, rispetto alle moquettes vere e proprie, si presentano decisantente meno attraenti alla vista come al tatto.

I feltri sono costituiti da fibre cardate di lana, impregnate di speciali sostanze chimiche e compresse in strati sovrapposti fino a raggiungere lo spessore voluto (fino a 8 mm). Se ne ottengono pavimenti eleganti ma piuttosto delicati, la cui manutenzione resta agevolata se il feltro è stato precedentemente sottoposto a trattamenti antimacchia e idrorepellenti.

POSA IN OPERA

Prima di applicare una moquette o un altro pavimento tessile, bisogna assicurarsi che il sottofondo si trovi nelle condizioni richieste, cioè che sia piano, consistente, indeformabile e asciutto. La posa può avvenire tanto su un semplice massetto di calcestruzzo, liscio e regolare, quanto su di un pavimento preesistente o su una superficie in legno; se il sottofondo non è piano, cioè presenta discontinuità che potrebbero risaltare anche dopo la posa della moquette e contribuire al suo precoce logorio va preventivamente steso un prodotto livellante.
In relazione al tipo di materiale i pavimenti tessili si possono applicare con metodi diversi, ciascuno dei quali in determinate condizioni può essere il più conveniente.

L'incollaggio totale è il sistema più seguito, perchè garantisce un fissaggio sicuro ed efficace a qualunque tipo di materiale; per i feltri e gli agugliati privi di supporto è anzi l'unico tipo di posa possibile. Importante è la scelta dell'adesivo più adatto. Quelli utilizzati sono tanto tenaci da rendere irrcuperabile la moquette e difficoltosa la sua rimozione, anche per quanto riguarda il sottofondo, che deve essere raschiato per eliminare i residui. Volendo recuperare il materiale bisogna ricorrere a collanti "removibili", cioè spellabili dal sottofondo anche parecchio tempo dopo la posa.

L'aggraffiatura perimetrale rappresenta il metodo di posa più usato in passato e viene ancora adottato per le moquettes di pregio dotate di un supporto robusto e indeformabile, anche perchè permette di recuperarle quando se ne presentasse l'opportunità. Consente inoltre di interporre tra la moquette e il sottofondo uno strato di feltro, a tutto vantaggio della morbidezza, dell'isolamento acustico e termico, della durata e della facilità di pulizia. Se si tratta di rivestire un pavimento ancora in ordine, bisogna però tener presente che la posa per aggraffatura vi lascerà tracce permanenti.

La posa libera che è la più semplice consiste nel tagliare su misura il telo di moquette e lasciarla semplicemente appoggiato, con i bordi trattenuti dallo zoccolino battiscopa lungo le pareti e dagli appositi coprisoglia in corrispondenza delle porte. Si addice solo a pavimenti di limitate dimensioni, da rivestire con materiale che non richieda giunte, e dà i migliori risultati con le moquettes a supporto "antiscivolo", gommato o dotato di sottotappeto in schiuma.

L'incollaggio con nastri "biadesivi" si effettua applicandoli sul pavimento lungo tutto il perimetro della moquette e a cavallo delle eventuali giunte, in modo che, una volta tolta la carta di protezione dalla faccia superiore e fatti aderire i teli tendendoli leggermente, questi restino ben fissati. Rappresenta una via di mezzo tra posa libera e incollaggio totale, anche se il risultato non è proprio perfetto, soprattutto a causa delle variazioni dimensionali alle quali col tempo la moquette va soggetta.