Rassegna stampa
Si chiamava Bortolo Consoli, di anni 75; ma per quanti lo conoscevano era il "Burtul" ; se ne è andato venerdì 4, con la sererità dei giusti; la morte l'aveva "vista" tante volte durante la Resistenza; era stato ferito in combattimento due volte; la seconda in modo gravissimo; ma con il suo fisico da bergamasco e l'aiuto di valenti medici riuscì a salvarsi; impossibile ricordare gli episodi della guerriglia ai quali partecipò, sempre esponendosi per primo sia di fronte ai tedeschi che ai fascisti, senza paura! Ma pure il Burtul ha dovuto arrendersi alla malattia che ne aveva, da tempo, intaccata la forte fibra.
E gli omegnesi - vorremmo dire Omegna - si è fermata attonita e incredula quando come un lampo si diffuse la notizia della morte di un uomo che aveva servito la comunità nel lavoro in Cobianchi e, quindi, all'Enel, nella pluriennale presidenza dell'ANPI ed anche sul mercato settimanale; il Burtul non sapeva, non poteva stare fermo - aveva fatto una guerra - quella della Resistenza - ma non chiese mai nulla per il servizio che aveva prestato con tanto entusiasmo.
"E' scomparsa una figura simbolo della Resistenza - ricorda il
partigiano della "Valtoce" Vittorio Beltrami ex presidente del Piemonte e
legato al Burtul da una schietta amicizia -
era un uomo coraggioso ed umile che rischiò la vita per gli altri, e a guerra
finita, non chiese mai onori per se e fu intransigente solo nel difendere la
causa per la quale, con tanti giovani omegnesi aveva scelto la via della
montagna."
Il Burtul era un uomo popolare in Omegna e negli ambienti legati alla resistenza.
Ironia della sorte: per un inceppo burocratico non gli pervenne la decretata medaglia d'argento al valor militare; non ne fece un casus belli; diceva che in montagna era andato volontario; accettò invece di buon grado, il significativo gesto del sindaco a nome di Omegna e dell' AMPI: due anni fa il Burtul venne onorato con una medaglia d'oro; fu contento perché il riconoscimento veniva da amici che lo conoscevano e non da un ufficio romano dove si lavorava per confezionare una pergamena e spedire una medaglia.
Dovere di cronaca ci suggerisce di ricordare che Consoli Bortolo per le sue mansioni svolte durante la Resistenza, avrebbe potuto indossare la divisa dell'Esercito Italiano con il grado di capitano e " tre stelle " sulle spalline; l'eroico resistente poteva vantare l'amicizia, la fiducia, la stima di altri due " Capitani ": Filippo Maria Beltrami ed Alfredo Di Dio!
Semmai qualche ricercatore storico locale volesse scrivere una storia della Resistenza sul Lago d'Orta sposi il nostro suggerimento e si metta all'opera.
Ciao, Burtul! La nostra città si è commossa sabato durante il tuo funerale; il prevosto don Giovanni Zolla, in S. Ambrogio, ha avute per te parole, diremmo di tenerezza fraterna; al campo santo ti hanno dedicato i loro ricordi il sindaco Teresio Piazza, il tuo successore alla presidenza dell'ANPI Mario Patera, l'ex partigiano Sereno Bono.
Ed ora, caro Burtul, riposa nella
pace del Signore e nel ricordo di quanti ti hanno voluto bene: la tua famiglia,
i compagni di tanti momenti difficili, drammatici; tutta la tua e nostra città.
E domenica 13 non dimenticherai certamente il 57° anniversario di Megolo!